
L'olio di noci è forse il parente culinario più vicino all'olio di zucca della Stiria: entrambi si versano poco alla volta e trasformano un piatto semplice. Eppure raccontano tradizioni e sapori distinti.
L'olio di noci ricorda spesso la noce fresca, dolce e rotonda. L'olio di zucca parte invece dalla tostatura, con una nota più profonda e intensa. La tostatura spiega questa differenza.

Le noci danno un olio ambrato; quello di zucca è scurissimo in massa e verde in una goccia sottile. L'aspetto aiuta, ma l'origine stiriana è garantita soltanto dall'IGP.
Entrambi sono oli da finitura. L'olio di noci sta bene con indivia, barbabietola e caprino; quello di zucca con zuppe, uova, insalate e piatti freddi. Non li usi per friggere.
Sono specialità, non oli da uso abbondante. Un cucchiaino ben dosato basta spesso per un piatto. Per mantenerli fragranti, scelga bottiglie proporzionate all'uso e le conservi al fresco.

L'olio di noci deriva da un frutto a guscio. L'olio di zucca è ottenuto da semi, ma la lettura dell'etichetta resta sempre essenziale, soprattutto per miscele o linee condivise.
Scelga l'olio di noci per una vinaigrette di impronta francese; scelga l'olio di semi di zucca della Stiria per una finitura tostata e alpina. Altri abbinamenti sono nel confronta oli.
Entrambi gli oli amano un contrappunto fresco. Con l'olio di noci funziona bene l'aceto di vino; con quello di zucca, nella tradizione stiriana, spesso l'aceto di mele. Condisca con misura, assaggi dopo aver mescolato e aggiunga olio soltanto se serve. A una cena tra amici apra una bottiglia che potrà finire nelle settimane successive: anche gli oli più buoni perdono fascino se rimangono a lungo mezzi vuoti al caldo.
Per una degustazione prepari piccole ciotole, non piatti allagati. Gli ospiti ricorderanno l'aroma sul formaggio e sul pane più di una bottiglia lasciata inutilizzata in credenza.